Il deposito fossilifero della Grotta dei Puntali,
rappresenta uno dei giacimenti più noti tra quelli concernenti
i
grandi mammiferi del Pleistocene
superiore siciliano.
Gli scavi paleontologici compiuti all'interno della grotta hanno
portato alla luce, oltre ai resti dell'elefante, anche quelli
di altre forme tipiche del Pleistocene superiore siciliano appartenenti
ad un insieme faunistico noto come "Fauna ad Elephas mnaidriensis",
una delle forme nane di elefante che caratterizzano le faune
continentali pleistoceniche siciliane. La lista faunistica completa
estratta dal deposito è composta da:
Elephas mnaidriensis
(Elefante)
Hippopotamus pentlandi (Ippopotamo)
Crocuta crocuta spelaea (Iena)
Bos primigenius siciliae (Bue primigenio)
Bison priscus siciliae (Bisonte)
Cervus elaphus siciliae (Cervo)
Sus scrofa (Cinghiale)
La presenza di queste specie in Sicilia nel Pleistocene superiore
e la loro estinzione prima dell'arrivo dell'uomo sull'isola, è
legata all'alternanza delle fasi climatiche fredde e calde che hanno
interessato anche il nostro territorio durante il Quaternario.
Le oscillazioni del livello marino, dovute al ben noto fenomeno delle
glaciazione produssero, infatti, cambiamenti nel profilo delle coste,
tali da trasformare in isole terre originariamente unite al continente
o, alternativamente, collegare terre prima separate da bracci di mare.
Il collegamento della Sicilia all'Italia attraverso
ponti continentali si verificò più volte durante
il Pleistocene, permettendo la migrazione di numerose specie
di animali.
Inoltre l'isola, nelle fasi di maggiore espansione delle terre
emerse (periodi glaciali), raggiunse un'estensione territoriale
che comprendeva, probabilmente anche Malta.
L'ondata faunistica ad E. mnaidriensis, giunta in Sicilia dal
continente alla fine del periodo glaciale Riss, subì
un breve periodo di isolamento dovuto al successivo sollevamento
del livello del mare durante interglaciale Riss-Wurm. Proprio
a causa dell'adattamento all'ambiente insulare e quindi all'isolamento,
sono dovuti i fenomeni di specializzazione che produssero forme
caratterizzate da dimensioni più o meno ridotte rispetto
a quelle originarie continentali. Successivamente, le avverse
condizioni climatiche e ambientali, verificatesi alla fine dell'interglaciale
Riss-Wurm determinarono probabilmente l'estensione di quasi
tutte le specie di questo complesso faunistico e il successivo
avvento di quelle che accompagneranno l'uomo.
Fu così che la Sicilia, nelle fasi di maggiore espansione
delle terre emerse
(periodi glaciali),
raggiunse un'estensione territoriale che comprendeva,
probabilmente, anche l'isola di Malta. Il collegamento dell'isola
all'Italia attraverso ponti continentali, verificatosi più
volte durante il Pleistocene, permise dunque la migrazione di
numerose specie di animali.
La "fauna al E. mnaidriensis", prima attribuita al
Pleistocene medio antico e poi stratigraficamente collocata
nella parte terminale del Pleistocene superiore, è stata
datata in termini assoluti con il metodo della racemizzazione
degli aminoacidi, fra 160.000 e 240.000 anni fa.
Inoltre le specie appartenenti a questa fauna, recentemente
estratte dal deposito di Contrada Fusco (Sr), sono state successivamente
datate, con il metodo della risonanza magnetica, fra 118.000
e 174.000 anni fa.
Le avverse condizioni climatiche e ambientali, verificatesi
alla fine dell'interglaciale Riss-Wurm determinarono, probabilmente
l'estinzione di molte specie di questa fauna ed il successivo
avvento di quella che accompagna l'uomo.
Grazie a queste datazioni la Fauna della Grotta dei Puntali
è dunque stratigraficamente collocabile nel Pleistocene
superiore e sarebbe collegabile, in parte, al noto piano marino
Tirreniano corrispondente al sollevamento generale del livello
del mare conseguente allo scioglimento dei ghiacci formatisi
nella fase glaciale Riss.
E' da sottolineare, infine, che l'ultimo elemento della lista
faunistica della Grotta dei Puntali è presente anche
nello strato successivo a quello dove sono state rinvenute le
ossa dei grandi mammiferi e in cui è testimoniata la
presenza dell'uomo del Paleolitico superiore.