NATURA DEL DEPOSITO

L’origine marina o continentale dei depositi delle grotte siciliane è sempre stata

oggetto di discussione e di pareri discordanti fra gli studiosi. Le  analisi mineralogiche, petrografiche e geochimiche, condotte in questi ultimi anni su alcuni campioni di sedimento inglobanti i resti ossei fossilizzati,  rinvenuti all’interno della cavità, hanno messo in evidenza il carattere detritico del sedimento. Il quarzo arrotondato e sferico, i frammenti litici di quarzarenite tondeggianti, la natura dei minerali argillosi, le analogie nelle fasi mineralogiche accessorie e nei rapporti degli elementi chimici residuali, provano  sufficientemente questa ipotesi. Gli studi effettuati suggeriscono, dunque, che la deposizione del materiale detritico sia avvenuta in un ambiente continentale e che lo stesso materiale, derivante, principalmente dall’erosione di terreni sabbiosoargillosi (formazione del Flysch Numidico) poco distanti dalla grotta, sia stato in seguito trasportato attraverso i canali carsici ancora oggi ben evidenti e depositato nell’ambiente  ipogeo vive. Secondo la ricostruzione degli eventi ipotizzata dagli stessi autori, a partire dal Pleistocene superiore nell’area studiata si sono ripetuti diversi cicli ingressione marinaemersione. In questo contesto si è formata la grotta in un ambiente costiero intertidale, come dimostrato dsalla presenza di solchi di battente e fori di litofagi sia all’esterno che all’interno dell’apparato ipogeo. In seguito un abbassamneto del livello marino (regressione marina) ha determinato l’emersione dell’area e conseguentemente lo sviluppo di una rete idrografica. In tali condizioni continentali si accumularono i resti soprattutto di Elephas mnaidriensis in prossimità e forse anche all’interno della grotta. Tale deposito fu poi smantellato durante un successivo innalzamento del mare  (fase trasgressiva), testimoniata dalla presenza di un secondo solco di battente. Il materiale fino e le ossa di piccole dimensioni furono trasportate altrove. Anche nelle immediate vicinanze della grotta attualmente si rinvengono numerosi frammenti ossei inglobati nella roccia. Le ossa con dimensioni più grandi furono invece disperse disordinatamente entro la grotta e qui vennero abrase dal moto ondoso. Dopo il definitivo instaurarsi di condizioni di tipo continentale in seguito a regressione marina o innalzamento dell’area, si sviluppò un’intensa attività carsica, sia superficiale che sotterranea e si ebbe la definitiva formazione del deposito ipogeo. In una condizione di clima caldoumido, dove l’abbondanza di acqua disponibile ha facilitato anche le azioni di tipo fluviale, il carsismo ipogeo si è sviluppato in condizioni di intenso regime freatico. Nella grotta le vie di accesso carsico sono state accertate attraverso lo studio delle fotografie aeree in cui la presenza di un canale comunicante con la caverna è molto evidente.